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dei nostri eletti

al parlamento alle elezioni

di domenica 4 marzo 2018

 
alla Camera dei Deputati
FLAVIO GASTALDI
 
al Senato della Repubblica
GIORGIO BERGESIO
 
#RivoluzioneDelBuonSenso
#SalviniPremier
 
 

 

 

 

"Cantoni, Regioni, Comuni, enti territoriali, qualsiasi il nome ad essi 
attribuito, non vivono vita sana e feconda se non hanno entrate proprie, 
autonome, nate e volute e patite dai contribuenti locali in aggiunta e non 
in sostituzione delle imposte statali; né debbono vivere di elemosine 
largite dallo stato."
 
EINAUDI

 

 

Comunicati

Vota Lega Nord alle prossime elezioni comunali di Cuneo

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Mantini: "L'esposto di Borgna contro i tagli del Governo? Lo faccia al Pd che lo appoggia in Provincia e lo appoggerà a Cuneo"

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L'esposto presentato dall'attuale presidente della Provincia Federico Borgna contro il Governo Gentiloni, ossia contro i massimi vertici di quel Pd del cui appoggio egli si avvale come presidente provinciale e vorrebbe avvalersi anche come sindaco di Cuneo, è la conferma dei livelli oramai assurdi di ipocrisia raggiunti dal centrosinistra.

L'origine della protesta è infatti nei continui tagli inflitti da Roma agli Enti locali, e ancor più dolorosi proprio per la Provincia.Una circostanza che, mi permettano il presidente e la giunta Pd-Forza Italia in carica dal 2014, è ben tristemente nota da anni, dal momento che come assessore provinciale della precedente Amministrazione guidata da Gianna Gancia, oggi capogruppo della Lega Nord in Regione, partecipai ai processi decisionali che portarono l'Ente Provincia a richiedere con determinazione, in via legale, somme promesse e mai erogate dal ministero dell'interno fin dai tempi del governo Monti.

Risorse finanziarie con cui avremmo potuto bilanciare i dolorosi tagli lineari centralisti, e nella rivendicazione delle quali non trovammo sostenitori particolarmente accaniti nel Pd all'epoca all'opposizione.La situazione degli insufficienti fondi di cui l'amministrazione provinciale dispone è quindi conosciuta da tutti da almeno cinque anni, e non mi risulta che Borgna, che nel 2012 era già sindaco di Cuneo, come Comune capoluogo abbia mai sostenuto tale battaglia di giustizia economica per i nostri territori.Il presidente oggi in carica era consapevole del fatto che i fondi sarebbero venuti meno già in sede di approvazione dell'ultimo bilancio "virtuale" in corso Nizza e già quando si schierò a favore del sì al referendum costituzionale di Renzi, che se fosse stato approvato il 4 dicembre scorso avrebbe definitivamente svuotato le casse della Provincia lasciando dipendenti e funzioni amministrative senza copertura.

Invitiamo pertanto il presidente Borgna a partire dall'esposto e dalle iniziative legali già predisposte dalla passata Amministrazione della quale ho avuto l'onore di far parte.

Anna Mantini
Capogruppo Lega Nord Fossano
Già Assessore provinciale della Giunta Gancia

 

“Riprendiamoci il Lavoro!” L’Unione Europea ci ha rubato democrazia e futuro.

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SABATO 8 APRILE 2017 si terrà il seguente convegno che avrà luogo a TORINO, dalle ore 9.00 presso la Sala Convegni “GAM” in Via Magenta 31, con la presenza del SEGRETARIO FEDERALE MATTEO SALVINI.
 

“Riprendiamoci il Lavoro!”

L’Unione Europea ci ha rubato democrazia e futuro.

 

Il liberismo globalista e le politiche di austerity: 20 anni di regressione sociale.

Come il lavoro e la Costituzione sono stati traditi in nome del “ce lo chiede l’Europa”.

 

 

Salvini sui migranti: "Richiedenti asilo al lavoro obbligatorio? Prima gli italiani"

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Il segretario provinciale Bergesio: "Vigiliremo attentamente sulle misure promesse dal Governo anche in provincia di Cuneo, dove ci sono molte situazioni a rischio esplosione"

"Dopo tre anni danno ragione alla Lega, mi hanno dato del razzista ma ora anche il governo del PD parla di controlli, di centri di espulsione, di respingimenti". Lo afferma il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, in un'intervista a Radio Capital sul pacchetto di misure annunciato da Minniti, tra le quali c'è l'introduzione di lavori socialmente utili obbligatori per i richiedenti asilo, misure che accelerino le procedure di espulsione e una revisione del reato di clandestinità.

"Vediamo se alle parole corrisponderanno i fatti, - dice ancora Salvini - però soprattutto occorre chiudere i rubinetti. Farli lavorare o accelerare le pratiche di espulsione è un palliativo, il problema è che ogni anno partono duecentomila clandestini dall'Africa, bisogna spostare la frontiera al di là del Mediterraneo".

Riguardo ai prossimi viaggi in Africa per stipulare accordi con i paesi da cui provengono i migranti per facilitare le espulsioni e limitare le partenze Salvini afferma che "va benissimo, ma aspetto i fatti. Mi hanno sempre detto che il problema non c'era. Adesso si sono accorti che la Lega aveva ragione". Nel caso questo pacchetto di misure dovesse diventare un provvedimento legislativo proposto alle Camere, il leader della Lega dice che "qualsiasi cosa tuteli la sicurezza dei cittadini italiani avrà il sostegno della Lega, anche se con noi al governo ci sarebbero numeri notevolmente ridotti. Detto questo, siamo all'opposizione, ma se in aula arriva qualcosa che condividiamo la votiamo". Sulla proposta di offrire ai richiedenti asilo anche stage a chi tra questi avesse titoli di studio in aziende convenzionate, infine, Salvini risponde che "con quattro milioni di italiani disoccupati tra cui molti laureti e diplomati, preferirei che gli stage e i quattrini spesi per essi fossero usati prima per gli italiani".

Il segretario provinciale della Lega Nord Giorgio Maria Bergesio dichiara: "La Lega, da sempre, afferma ciò che è sotto gli occhi di tutti. La situazione è insostenibile, finalmente se ne sta accorgendo anche il Governo. Vigiliremo attentamente sulle misure promesse, dappertutto, anche in provincia di Cuneo, dove ci sono molte situazioni a rischio esplosione".

 

Scuola, Matteo Salvini: "La pessima scuola di Renzi e Gentiloni, stop agli spostamenti dei docenti"

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"Inammissibili gli spostamenti che lasciano senza un riferimento migliaia di studenti: necessaria la continuità di almeno tre anni"

"I 257 mila spostamenti su 768.918 insegnanti nell'ultimo anno certificano il fallimento della pessima scuola di Renzi e Gentiloni (meno continuità didattica si traduce in più fallimenti scolastici dei nostri ragazzi e, ad esempio, in molte scuole lombarde manca ancora il 20% di insegnanti titolari di cattedra), ed evidenziano che è ormai tempo di regionalizzare il reclutamento dei docenti."

A parlare è il segretario della Lega Matteo Salvini.

"Gli attuali stipendi non consentono più di gestire trasferte di centinaia di chilometri da dove hai affetti e interessi. I candidati all'insegnamento devono poter scegliere in quale regione eleggere il proprio domicilio professionale, per poi confrontarsi alla pari con gli altri iscritti nella stessa regione."

"E' comunque inammissibile - conclude - che ci siano spostamenti annuali di docenti che lasciano senza un riferimento migliaia di studenti: sarebbe opportuno che ogni nuovo inserimento avesse una continuità di almeno tre anni. Ed è impensabile che scuola e università siano affidate a una ministra che ha mentito sui suoi titoli di studio."

 

POLITICA VENERDÌ 13 GENNAIO 2017, 12:48 Gianna Gancia (Lega Nord): "Articolo 18, l'ideologia ha distrutto il lavoro"

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Il referendum sull’articolo 18, bocciato dalla Corte costituzionale, non può essere usato come strumento di lotta ideologica contro il governo di turno, se a pagarne il prezzo sono ancora una volta le piccole e piccolissime imprese.

Sono innumerevoli le ragioni, politiche e di merito, che ci oppongono al centrosinistra, nazionale e regionale, sui temi dell’economia e del lavoro, e i disastrosi dati su occupazione e assunzioni sono lì a dimostrare il fallimento di Renzi e Poletti e della parallela politica regionale di questi ultimi anni.

Non per questo però possiamo penalizzare le piccole aziende più di quanto già non lo siano, solo per una pura opposizione di tipo astratto o sganciata dalla realtà delle cose.Il quesito referendario, per come era stato formulato dal sindacato, avrebbe introdotto delle rigidità enormi anche laddove sono occupati pochi dipendenti, con effetti esattamente opposti ai proclamati obiettivi di tutela dei posti di lavoro. Si tratta di tutelare i lavoratori, ma anche i piccoli datori di lavoro.Perché se si tutelano i piccoli imprenditori si tutelano anche i posti di lavoro. Qui non stiamo parlando delle grandi multinazionali, ma di quelle centinaia di migliaia di aziende familiari, con 6 o 7 dipendenti.

Il problema ideologico, semmai, è a parti invertite, ossia il considerare il lavoro come un fattore indipendente dalle sorti delle aziende. Il dibattito sulle regole in tema di assunzioni e licenziamenti, da solo e senza una vera politica a favore di chi investe e rischia in iniziative imprenditoriali, non porta da nessuna parte, altrimenti non si spiegherebbe un crollo del 30 per cento dei contratti a tempo indeterminato, e addirittura del 60 per cento per le collaborazioni, solo in provincia di Cuneo nel 2016 con il “mitico” Jobs act in vigore.

In uno scenario simile, possiamo immaginare quali conseguenze avrebbe avuto il quesito referendario, così come scritto dai suoi promotori sindacali.Un altro dato deve invece indurre a pensare: la legge Biagi, varata agli inizi degli anni 2000 dal Governo di cui la Lega faceva orgogliosamente parte, portò i sindacati a mobilitazioni di piazza oceaniche contro non bene precisati pericoli per i lavoratori, mentre invece l’obiettivo della norma era la flessibilità governata e tutelata.

Contro il Jobs act di Renzi e Poletti, che in molti casi ha fatto venir meno tutele da noi introdotte, non abbiamo assistito a manifestazioni analoghe: forse perché, di fronte a un Governo di centrosinistra, il sindacato ha preferito spostare la protesta dalle piazze alle meno rumorose carte delle raccolte firme referendarie? Sta di fatto che, se fossero state create le condizioni, quindici anni fa, per una piena attuazione della riforma del lavoro approvata dal nostro Governo dell’epoca, non si sarebbe mai arrivati al pasticcio del Jobs act. Chi è causa del suo mal...

Gianna Gancia

Presidente del gruppo Lega Nord Consiglio regionale del Piemonte

 
 

 

 

 

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