CONTI DELLA REGIONE – 'Operazione verità necessaria. Ammanco di oltre 2 miliardi grazie a maquillage finanziari Bresso'

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'Oggi è il giorno dell'operazione verità su come è stata governata la Regione nei cinque anni passati.

Grazie ai dati di cui siamo in possesso, possiamo entrare nel merito dei conti regionali con chiarezza e trasparenza'. Con queste parole il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota ha aperto questa mattina la conferenza stampa sullo stato dei conti dell'Ente, a cui hanno partecipato l'assessore regionale al Bilancio Giovanna Quaglia , l'assessore alla Sanità Caterina Ferrero, il direttore generale della Sanità Paolo Monferino , il direttore delle risorse finanziarie e controllo di gestione Sergio Rolando e Alessandro Gargani componente del direttivo Ifel.

 

'Quando siamo arrivati al governo della Regione il 3 maggio scorso – ha spiegato Cota – non c'era un bilancio approvato. Abbiamo dovuto chiudere quindi quello presentato dalla Giunta uscente, intuendo già quello che avremmo a breve scoperto: le previsioni di bilancio contenute erano sbagliate, con una sovrastima di oltre 614 milioni delle entrate tributarie, in particolare dell'Irap, a cui è stata sommata una sottostima iva per poter chiudere la partita. Abbiamo già denunciato gli artifizi contabili a cui era abituata la Giunta Bresso, che il 29 marzo 2010, ad urne ancora aperte, ha cancellato impegni della Regione per oltre 708 milioni: solo così è stato possibile per la Giunta uscente chiudere il bilancio, evitando che il 2009 registrasse un disavanzo'.

'Questo meccanismo scientifico di maquillage – ha denunciato il Presidente Cota – è stato perpetrato per anni, ingannando i piemontesi, a cui veniva detto che tutto andava per il meglio. Noi, credo con grande senso di responsabilità, oggi vogliamo dire tutta la verità , dire in quale condizione hanno ridotti i conti della Regione ed anche indicare la strada verso il risanamento ed il rilancio. Al netto dei residui, oggi l'ammanco per la Regione è di oltre 2milardi 100 milioni di euro'.

'Soprattutto sul capitolo Sanità – ha osservato Cota – sono state fatte le operazioni più spregiudicate. Come sui debiti fuori bilancio: la Regione vantava un credito verso lo Stato di 509 milioni per il fabbisogno del servizio sanitario, soldi che però si è fatta anticipare da Unicredit e che sono stati buttati senza criterio nel calderone delle spese sanitarie; la restituzione di questi soldi, però , non è più stata messa a bilancio per la cancellazione dell'impegno . Un altro problema lo abbiamo riscontrato con la non corrispondenza tra Bilancio della Regione e bilancio delle singole Asl: Asl e assessorato, infatti hanno chiesto molti fondi fuori bilancio. Con due determine del gennaio 2007 e del marzo 2009 sono stati cancellati numerosi impegni su Sanita', ma 823 milioni non risultano cancellati dai bilanci Asl. Così le Asl pensano di avere dei crediti nei confronti della Regione'.

 

'Esiste infine – ha concluso Cota - il problema legato ai residui attivi e passivi: i primi, di 4 miliardi residui, sono costituiti da crediti molto vecchi e quindi difficilmente esigibili; i secondi, quelli passivi, 5 miliardi, sono invece debiti molto giovani. Penso sia evidente che si tratta nel complesso di una situazione molto difficile, di un'eredità pesante. Penso inoltre sia giusto che i piemontesi sappiano quanto salata sarà la 'tassa Bresso' che avremo in carico per i prossimi anni. Entro l'estate illustreremo il piano di risanamento dei conti e quello per il rilancio'.