"Cantoni, Regioni, Comuni, enti territoriali, qualsiasi il nome ad essi 
attribuito, non vivono vita sana e feconda se non hanno entrate proprie, 
autonome, nate e volute e patite dai contribuenti locali in aggiunta e non 
in sostituzione delle imposte statali; né debbono vivere di elemosine 
largite dallo stato."
 
EINAUDI

 

Gianna Gancia

Addio alle Province - Gancia: “Sbagliato Diano l’autonomia”

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La Stampa - 27 Luglio 2013
Addio Provincia. Almeno nella forma e con la funzione attuale. Dopo tanti falsi allarmi e annunci di soppressioni negli ultimi mesi, stavolta il governo ha «mandato avanti» quello che è stato soprannominato «decreto svuota Province». Cioè l’ente diventerà di secondo livello e i suoi amministratori non saranno più eletti direttamente dai cittadini.
Una soluzione che Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo - prima donna a guidarla e probabilmente ultimo presidente dell’attuale istituzione -, boccia senza rinvio. «Per svuotare così l’ente - spiega la rappresentante della Lega nord -, avrei preferito l’avessero abolito. Rendendolo di secondo livello gli si toglie ogni funzione effettiva. Diventa una realtà formale, ma vuota di sostanza: la toppa è peggiore del buco».
La Gancia, però, rilancia: «Cuneo merita, piuttosto, di essere fatta in modo urgente Provincia autonoma. Ha un grande territorio, copre una vasta parte di arco montano, è cerniera di confine. Caratteristiche che non si dovrebbero ignorare».
I consiglieri provinciali verranno eletti da altri amministratori, probabilmente da sindaci e consiglieri comunali. E fra loro sceglieranno il presidente. Senza più rappresentanza diretta. Quando? «La tendenza - spiega ancora la Gancia - secondo il ministro Delrio è di non tornare al voto alla scadenza naturale, che è nella primavera del 2014».
Non ci saranno opposizioni. Gancia: «Ormai è inutile. Non si parla più di sprechi e tagli al para-Stato, soltanto le Province vengono considerate portatrici di tutte le colpe. Il progetto? Le competenze ipotizzate non sono chiare, dipende cosa resterà dopo aver trasferito a Regione e Comuni. E il personale? L’ente formalmente rimane, ma resta da capire con quale fabbisogno».
 
 

Gianna Gancia furiosa contro Roma: 'siamo stufi di pagare i parassiti'

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Costretta ad aumentare l’addizionale sulla Rc Auto, “Lady Provincia” attacca a testa bassa il Governo centrale: «Se avessero tagliato come abbiamo fatto noi, non ci sarebbe più bisogno di nulla»

Gianna Gancia torna a tuonare contro lo Stato. La sua è stata l’ultima Provincia a capitolare all’aumento dell’addizionale Rc Auto, ma alla fine non ne ha potuto fare a meno per riuscire a chiudere il bilancio, dopo gli ulteriori, pesanti tagli ai trasferimenti da Roma.

A dire il vero, l’incremento dell’aliquota provinciale dal 12,5 al 15,5 per cento (sulle polizze auto inciderà mediamente di circa 10 euro) sarà il più basso del Piemonte e tra i minori in Italia, quanto basta, però, per far andare su tutte le furie la presidente della Provincia di Cuneo: «Oltre al danno – attacca Gianna Gancia -, la beffa. Dopo aver drasticamente tagliato la spesa, siamo costretti ad aumentare le tasse a causa e per conto dello Stato, che invece continua bellamente a sprecare i soldi dei contribuenti, premiando chi ha speso di più e mortificando gli sforzi di chi, come la Provincia di Cuneo, può vantare una gestione tra le più virtuose d’Italia».

“Lady Provincia” è un fiume in piena: «Siamo stufi di fare sacrifici e  pagare per tutti. Abbiamo diminuito l'indebitamento da 190 a 160 milioni, ridotto la spesa per il personale da oltre 30 milioni a 24, limitato i dipendenti da 850 a 680, senza contare che sono state liquidate 119 poltrone in società partecipate, con l’azzeramento di ogni spesa di rappresentanza e la riduzione all'osso di ogni costo della politica. Se il governo negli ultimi due anni avesse fatto altrettanto, tagliando la spesa anziché aumentando le tasse, non saremmo qui a parlare di nessun altro aumento».

All’appello dei trasferimenti statali, quest’anno sono mancati più di 38 milioni di euro: «Facendo i salti mortali – osserva la presidente -, nonostante tutto riusciremo a far quadrare il bilancio, ma così non si può andare avanti. E’ chiaro come il sole, ormai, che sta pagando solo chi produce. E lo fa per mantenere un sistema parassitario, con sacche di assistenzialismo vergognose. Sono amareggiata e arrabbiata, perché la legge sul federalismo fiscale, la ragione del mio personale impegno in politica, viene colpevolmente tenuta nel cassetto dal 2009. Non possiamo più accettare che si faccia finta di niente, dobbiamo riprenderci quello che è nostro, pretendere l’autonomia».

Al momento, però, più che l’autonomia, per le province la prospettiva più concreta sembra essere la soppressione: «Così come sono, svuotate di risorse e contenuti, le province non potrebbero salvarsi. Dopo di che, non ci sto a mettere i cuneesi nel calderone dello spreco pubblico. Difendo orgogliosamente un’istituzione, la nostra, che esisteva prima dell’Italia e che ha sempre dato allo Stato ben più di quanto, da questo, abbia ricevuto».

 

“Giunta ma anche personale e debiti, costi già abbattuti del 20 per cento”

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Di seguito il testo della risposta della presidente della Provincia Gianna Gancia alla lettera aperta del Gruppo consiliare Pd.

“Cari colleghi, ho letto con attenzione la vostra lettera aperta in tutte le sue articolate motivazioni cui guardo con doveroso rispetto. Fate riferimento alla mozione che insieme, all’unanimità, abbiamo approvato nel consiglio del 6 novembre i cui impegni, credetemi, sento come assolutamente vincolanti.Ben venga dunque un’occasione per fare il punto sui costi della politica. Non in astratto o a colpi di slogan, ma in concreto e sulla scorta dei fatti. Anche perché proprio su questo fronte abbiamo anticipato sensibilmente i livelli di governo superiore. Rivendico semmai e a buon diritto d’aver fatto più e meglio di tanti altri, se non di tutti gli altri.

1. Abbiamo approvato nel 2011, con il vostro voto contrario cari colleghi, un piano di dismissioni e liquidazioni di partecipate che si è tradotto, nell’insieme, nella cessione o chiusura di ben 13 società, che portavano con sé una ricca (a spese dei contribuenti) dote di sottogoverno, con 119 (leggasi centodiciannove, non due o tre assessori) poltrone tra consiglieri e revisori. Meno costi, dunque, ma anche più risorse per l’Ente che ha incassato da questa partita quasi 3 milioni di euro.

2. Abbiamo ridotto un debito che superava nel 2009 i 190 milioni di euro a poco più di 160, destinati a scendere a 150 nel 2014: meno 20 per cento secco. E mi piacerebbe poter dire che tutti in Italia hanno saputo fare meglio o anche solo altrettanto, ma voi per primi sapete che così non è.

3. La Provincia aveva nel 2004 qualcosa come 850 dipendenti, scesi a 770 nel 2009: oggi non arriva a 690. Anche in questo caso, meno 20 per cento secco, ottenuto peraltro salvaguardando tutti gli istituti contrattualmente previsti.

4. Abbiamo azzerato non solo le spese dei gruppi consiliari, meno di 30 mila euro annui, ma tutte le spese di rappresentanza che ancora nel 2009 sfioravano i 100mila euro.

5. Abbiamo attuato un’informatizzazione di tutte le procedure che non solo ci è valsa riconoscimenti nazionali ma ha consentito all’Ente di ridurre del 70 per cento le spese postali e di accelerare nel contempo i tempi di risposta a utenti ed aziende.

Per ragioni di necessaria concisione, non mi dilungo nelle tante scelte quotidianamente assunte sulla gestione del patrimonio piuttosto che sui costi per servizi, tutte improntate a contenere la spesa corrente a tal punto che ci siamo fatti carico di oltre trenta milioni di euro di tagli e minori entrate negli ultimi due anni.

Non mi nascondo però dietro un dito e, sulla giunta, vorrei riepilogare la situazione attuale, visto che già è stata ridotta nel numero di componenti, che da un anno a questa parte sono nove, e non più dieci com’è sempre stato prima. Non solo: le indennità spettanti per legge agli assessori sono state ridotte negli anni, e noi abbiamo addirittura anticipato nei tempi il legislatore. Anche in questo caso lascerei parlare i numeri: nel 2003 la Provincia ha liquidato alla giunta indennità per complessivi 555.468.24 euro, cifra che era già scesa nel 2008 a 522.254,64 e che nel 2013 si attesterà a 438.963,99 euro con un risparmio secco di circa 117mila euro e, anche in questo caso, di oltre il venti per cento.

Non ci si è tirati indietro, neppure su questo fronte, quindi. La mozione alla quale fate riferimento, colleghi, ci e mi vincolava a ridurre ulteriormente la giunta “a stretto giro con l’emanazione dei DPCM” che avrebbero dovuto trasferire le competenze dell’ente.

A tutt’oggi, né l’ex presidente Monti né l’attuale presidente Letta hanno dato seguito ad alcunché. Alla provincia sono rimaste in carico strade e scuole, ambiente e trasporti, agricoltura e caccia, lavoro e formazione professionale. Tutto è rimasto nella responsabilità dell’Ente, salvo che le risorse per farvi fronte, come ben sapete.

Per questo, al di là d’ogni demagogia, vi chiedo semmai di continuare a fare fronte comune, come responsabilmente avete spesso fatto, per ottenere giustizia e certezza dal legislatore nazionale: giustizia e certezza che oggi sono inequivocabilmente negate, come ribadito proprio dalla mozione approvata dal consiglio e anche da altri atti assunti collegialmente, quali gli ordini del giorno contro le ingiustizie delle province autonome e delle regioni a statuto speciale, a tutt’oggi templi del privilegio e della concorrenza sleale”.

 

Tenda bis, apposita Conferenza Intergovernativa ad inizio luglio

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“Un incontro costruttivo, che ci ha consentito di condividere un’accelerazione delle procedure del Tenda bis il cui avvio dei cantieri è infine imminente, visto che a inizio luglio la Cig si riunirà per approvare l’ultimo progetto spianando la strada per i lavori veri e propri”.

Così Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo, dopo aver incontrato a Roma Domenico Crocco, presidente della Conferenza intergovernativa Italia-Francia. Dopo l’aggiudicazione della gara internazionale (209 milioni di euro la base d’asta), l’azienda vincitrice ha prodotto nelle scorse settimane il progetto esecutivo per i lavori veri e propri, quelli relativi al tunnel. Già negli scorsi mesi Anas aveva approvato i progetti esecutivi e consegnato i lavori per le opere complementari previste a Vernante (captazione idro-potabile San Macario) e a Tenda (messa in sicurezza di una scogliera).

Adesso, secondo il cronoprogramma condiviso dal presidente Crocco con la presidente Gancia, è invece imminente l’approvazione del progetto esecutivo del nuovo tunnel e del successivo adeguamento dell’attuale, passaggio che avverrà in luglio consentendo quindi l’avvio dei lavori nell’estate. “Chiedo con forza – conclude la presidente Gancia – alla Cig e all’Anas di rispettare questi tempi per un’opera che la nostra comunità aspetta semmai da troppo tempo: si tratta di un collegamento internazionale indispensabile tra il basso Piemonte, il Ponente ligure e la Costa Azzura. Ulteriori ritardi sarebbero imperdonabili”.

 

Maxinovità per i microasili: la Gancia vince la battaglia

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Microasili, maxinovità. Accogliendo gran parte dei principali suggerimenti espressi dalla Provincia di Cuneo, la Regione Piemonte ha aggiornato gli standard minimi strutturali e organizzativi dei Centri di custodia oraria (baby-parking) per bambini in età non scolare.

Due le variazioni più importanti. La prima riguarda la somministrazione degli alimenti, che d’ora in poi non sarà più vietata, purché i cibi vengano preparati o forniti dai genitori e non richiedano ulteriori manipolazioni, se non la conservazione in frigorifero o il semplice utilizzo di scaldavivande per pappe e latte. Su mandato dei genitori, gli alimenti potranno essere forniti da aziende esterne, in regola con le normative di igiene alimentare.

L’altro considerevole “aggiornamento” si riferisce all’orario di permanenza dei bambini, che potranno rimanere nei baby-parking anche oltre le cinque ore consecutive fin qui consentite, purché l’eventuale reiterazione, nella medesima giornata, avvenga con un’interruzione di almeno un’ora.

Il provvedimento regionale è stato accolto con grande soddisfazione dalla presidente della Provincia, Gianna Gancia, che, insieme all’assessora provinciale alle Pari opportunità, Anna Mantini, aveva personalmente promosso i tavoli di confronto con i rappresentanti degli asili nido pubblici e privati, delle Asl, dei maggiori Comuni e delle cooperative che gestiscono i Centri di custodia oraria: “E’ davvero una bella notizia per le mamme che lavorano – commenta la presidente della Provincia -, senza dubbio si è andati verso un miglioramento sostanziale del servizio, che recepisce le vere esigenze del territorio. E’ un risultato doppiamente significativo, perché vede protagoniste le donne, che hanno attivamente partecipato alla riorganizzazione degli standard del servizio. E’ evidente che in questo caso, ma non solo, la sensibilità femminile in politica ha fatto la differenza”.

 

 

 

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