"Cantoni, Regioni, Comuni, enti territoriali, qualsiasi il nome ad essi 
attribuito, non vivono vita sana e feconda se non hanno entrate proprie, 
autonome, nate e volute e patite dai contribuenti locali in aggiunta e non 
in sostituzione delle imposte statali; né debbono vivere di elemosine 
largite dallo stato."
 
EINAUDI

 

Gianna Gancia

Gancia su Italia Oggi: Rc auto invariato grazie al duro lavoro nell'amministrazione provinciale

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Gancia: «Se giusti diritti si trasformano in privilegi»

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La strada che porta all’inferno? Lastricata di buone intenzioni. Questo scriveranno molti storici quando si ricostruiranno gli ultimi decenni nei quali quella strada l’abbiamo imboccata con fermezza e determinazione. Buone, ottime intenzioni erano quelle che guidarono il legislatore il 5 febbraio del 1992 quando - con la legge 104 - si riconobbero tre giorni al mese di permesso retribuito ai lavoratori dipendenti con un parente o affine invalido.

Pessimo l’uso, anzi l’abuso che se n’è fatto a certe latitudini. E lo dico con rispetto per le situazioniautenticamentegraviche ci sono dappertutto. Basta scorrere le statistiche che il ministero della Funzione pubblica pubblica per ogni amministrazione. La Provincia di Cuneo ha 22 dipendenti che s'avvalgono delle prerogativericonosciute dalla 104. Quella di Palermo ne ha 187, quella di Messina 134, ad Agrigento sono 87 mentre a Napoli sono 217. In Provincia a Cuneo sono appena il 2,99% i lavoratori che si avvalgono - con piena giustificazione - dei permessi retribuiti (fino a 36 giorni l'anno). Altrove, a Trapani per esempio, sono il 17,81%. Ma si potrebbe parlare di Napoli (15,03%) o di Palermo(13,9%) e la sostanza noncambierebbe:siamo di fronte a sperequazioni che tradiscono un evidentissimo abuso. Con un’aggravante: in Sicilia, fino a pochi mesi or sono, i dipendenti che beneficiavano della legge 104 avevano diritto alla baby-pensione, con requisiti minimi 25 anni di servizio per gli uomini e 20 per le donne. Un privilegio di cui si sono valsi decinedi migliaiadi lavoratori,in spregio ai propri colleghi del continente a cui il legislatore nello stesso periodo ha prolungato d'imperio la vita lavorativa. Ecco, quando si parla di spending review, giusto sarebbe farla davvero e dappertutto. A cominciare da dove la spesa pubblica è stata storicamente finalizzata a dar ragione alla massima dell’economista Bastiat che, nell’800, definiva lo Stato «la grande finzione attraverso la quale ognuno cerca diviverea speseditutti glialtri».

 

Gancia e Mantini in visita ai terremotati dell'Emilia: "Daremo una mano"

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Si sono spenti i riflettori sulle popolazioni terremotate dell’Emilia che, dal primo giorno del sisma e anche durante le scosse delle settimane successive, non hanno mai smesso di lavorare e di cercare di riprendere le attività. Ed è alle donne imprenditrici di quella terra che la presidente della Provincia, Gianna Gancia e l’assessora alle Pari Opportunità, Anna Mantini hanno voluto dedicare la loro attenzione e il loro sostegno.
Per conoscere dal vivo difficoltà e bisogni ancora aperti si sono recate personalmente martedì 10 luglio nel Modenese, a Camposanto e San Felice, cittadine devastate dal sisma. Il terremoto in Emilia è stato caratterizzato da pesanti danni non solo alle abitazioni, centri storici e chiese, ma soprattutto alle zone industriali e artigianali con gravi conseguenze per capannoni e fabbricati costruiti con criteri di difesa per altri fenomeni naturali, come il forte vento che spesso scoperchia gli impianti. Tetti e coperture pesanti, quindi, il cui crollo ha causato morti e feriti tra i lavoratori all’opera.
Gancia e Mantini hanno incontrato il sindaco di Camposanto Antonella Baldini, l’assessore all’Ambiente di San Felice Simone Silvestri, i dirigenti Cna artigiani Morena Manfredini e lo stesso Silvestri, l’imprenditrice e rappresentante dell’associazione “Emiliamo” Bruna Musso di origini cuneesi.
“Vogliamo dare il nostro contributo a sostegno delle donne e di tutti gli imprenditori modenesi colpiti dal sisma – hanno detto la presidente Gancia e l’assessora Mantini – promuovendo incontri di sensibilizzazione con i colleghi del Cna e le categorie produttive di Cuneo. Inviteremo anche banche, aziende ed istituzioni cuneesi a sostenere la ripresa promuovendo i prodotti e le eccellenze locali con acquisti specifici, in vista delle prossime festività natalizie. Pensiamo anche ad incontri ed eventi, in collaborazione con l’associazione “Donne per la Granda”, per raccogliere fondi a favore delle realtà emiliane terremotate, facendo nostra l’operazione trasparenza applicata dal sindaco di Camposanto che ha pubblicato on line tutte le donazioni pervenute al Comune”.
La ricostruzione dei fabbricati secondo nuovi criteri antisismici richiederà consistenti finanziamenti per i quali non basterà nemmeno l’entusiasmo e la voglia di lavorare dei modenesi. “Servono nuove scuole per sostituire gli edifici crollati – hanno detto gli amministratori modenesi – e meno burocrazia che ci permetta di ripartire in fretta”. La ripresa di quest’area di Emilia Romagna è indispensabile anche per tutto il Paese. L’area è tra le più produttive d’Italia (settori tessile, biomedicale, edilizia, ceramiche….) e produce l’1,9% del Pil nazionale.
 

Gianna Gancia: "La spending review? La faccio da tre anni su tutto, anche sui francobolli”

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“La spenging review? Non la scopro oggi, anzi: la faccio tutti i giorni da tre anni. Su tutto, perfino sui francobolli”. Lo dice la presidente della Provincia di Cuneo, nel commentare il provvedimento appena varato dal Governo. Non casuale, ma voluto il riferimento alle spese postali che, per l’amministrazione di Corso Nizza, sono più che dimezzate negli ultimi tre anni. Nel primo semestre 2012, infatti, l’Ente ha speso 46.355 euro per la corrispondenza, a fronte dei 94.079 euro del 2009, che già era stata ridotta nello stesso periodo del 2010 e 2011 rispettivamente a 85.260 e 77.923 euro. “Merito – secondo la presidente Gancia – di un forte impulso all’informatizzazione dell’Ente, opera che è valsa riconoscimenti nazionali alla Provincia di Cuneo e che, soprattutto, si è tradotta in risparmi molto significativi”. Questo per ribadire che, prosegue la presidente, “non abbiamo aspettato che ce l’ordinasse il Dottore per riqualificare la nostra spesa: l’abbiamo fatto puntualmente, giorno per giorno, in ciascuno dei mille rivoli in cui si articolano le uscite, incidendo sulla spesa per il funzionamento e per il personale, sulle società partecipate, sull’indebitamento e su ogni voce, quand’anche minima. Se così non avessimo fatto, oggi non saremmo la provincia con meno tasse in Piemonte”.

 

Gianna Gancia scrive al Ministro Severino: “Tagli ai tribunali, per la Granda auspico scelte equilibrate con la vicina Liguria, laddove la riforma prevede che restino operative quattro sedi”

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“Valutare con la massima attenzione costi e benefici, ponderando ogni scelta in base a criteri oggettivi ed incontrovertibili, a partire dai volumi delle attività per arrivare ai parametri di marginalità che pesano sul nostro territorio, allo scopo di individuare una soluzione il più possibile migliorativa rispetto a quella oggi prospettata”: il presidente della Provincia, Gianna Gancia, richiama l’attenzione del Guardasigilli, Paola Severino, sulla situazione della giustizia cuneese. Argomento della lettera inviata mercoledì 18 luglio è il piano di ridimensionamento dei tribunali locali, attualmente al vaglio del Ministero. Piano che in Granda vede avviati alla chiusura tre tribunali – ovvero Alba, Mondovì e Saluzzo – sui quattro esistenti, con l’unica eccezione di quello situato nel capoluogo.

 “La nostra Provincia – dichiara Gancia -si estende per ben 6.902 km quadrati, decisamente più dei 5.402 km quadrati dell’intera Liguria, laddove la riforma prevede che restino ben quattro tribunali. In questi numeri ritengo ci sia la cifra d’un disagio che è reale e che nulla ha a che spartire con fenomeni di campanilismo né con battaglie di retroguardia”.

Al contrario il presidente della Granda si dichiara consapevole dell’entità della crisi e della congiuntura assolutamente straordinaria per le finanze pubbliche che richiedono un impegno senza precedenti.

Aggiunge, però, “mi limito a richiamare l’esigenza, per me irrinunciabile, che tagli e soppressioni si articolino in modo equilibrato. A ciò si unisce la doverosa considerazione del tessuto produttivo della Provincia di Cuneo, articolato in oltre 80 mila piccole e medie imprese, nonché del significativo contributo fiscale garantito da famiglie e aziende”.

 

 

 

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