"Cantoni, Regioni, Comuni, enti territoriali, qualsiasi il nome ad essi 
attribuito, non vivono vita sana e feconda se non hanno entrate proprie, 
autonome, nate e volute e patite dai contribuenti locali in aggiunta e non 
in sostituzione delle imposte statali; né debbono vivere di elemosine 
largite dallo stato."
 
EINAUDI

 

La Stampa 08-11-11: “Dal ’94 molto è cambiato”

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«Abbiamo verificato che è essenziale la tempestiva circolazione delle notizie, per allertare i cittadini e per intervenire dove c’è bisogno - dice l’assessore provinciale alla Protezione civile Stefano Isaia, reduce da 96 ore insonni, trascorse in sopralluoghi in tutta la provincia o in sala operativa -. L’efficienza del sito internet ci ha fatto evitare l’ingolfamento di telefonate. I cittadini hanno risposto molto bene. Ma si può ancora migliorare. Ed è ciò che puntiamo a fare per ridurre sempre più i rischi».

«In queste ore abbiamo gestito 263 segnalazioni alla sala operativa, oltre 70 mila accessi al sito internet, abbiamo diramato venti bollettini e avvisi meteo e idrogeologici - dice la presidente della Provincia Gianna Gancia, anche lei impegnata per lunghe ore nella sala operativa -. Tutti hanno risposto in modo encomiabile. L’allerta non è ancora cessato. Finita l’emergenza, dovremo preoccuparci di migliorare in prevenzione. Bisogna darsi da fare per pulire anche i fossi, con misure che obblighino i privati a intervenire. E la pulizia degli alvei non deve essere un tabù: se i tecnici dicono che si deve togliere materiale come ghiaia e sabbia, lo si faccia, anche con imprese private, ma sotto stretto controllo e sapendo che chi sbaglia, privato o amministratore, deve pagare in termini di responsabilità civile, penale e anche patrimoniale».

Fondamentale il ruolo delle Protezione civile e della rapidità delle informazioni"

«Anche le ultime esercitazioni di Protezione civile lungo il Tanaro, poche settimane fa, a Clavesana e Bastia, con pulizie dell’alveo, si sono rivelate fondamentali a evitare disastri. L’alluvione del ‘94 è stata una lezione tragica, dalla quale, però, il Cuneese ha dimostrato di saper imparare». Paolo Salsotto, comandante provinciale del Corpo forestale è un «veterano»: se dice che da allora le cose sono cambiate in meglio, c’è da credergli. «Finalmente si lavora con un ottimo coordinamento - aggiunge -. E la prevenzione non è più un optional, ma fa parte della cultura degli amministratori sul territorio». «La memoria degli uomini - aggiunge però - è corta. Speriamo che questa invece sia una lezione duratura».

«Cosa è cambiato dal ‘94? Bè, intanto la Protezione civile non c’era - dice il presidente provinciale dei volontari dell’ente Roberto Gagna -. Se è stato possibile evitare le conseguenze più gravi, anche in occasione delle alluvioni del 2000, del 2002 e del 2008, è perché si è potuto fare un monitoraggio capillare di strade nei punti più pericolosi e ponti. E decidere di chiudere il transito in condizioni di rischio. Nel ‘94 ci fu chi si fece in quattro per intervenire, ma non c’è confronto con il livello di preparazione e coordinamento di oggi. E, credetemi, è fondamentale».

 

 

 

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