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Gianna Gancia: “Sull’autonomia il PD insegue la Lega, ma sbaglia strada”

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Davvero curiosa la posizione del PD piemontese sulla rivendicazione dell'autonomia regionale. Quando trent'anni fa si chiamava ancora Partito Comunista, di fronte al nuovo verbo lanciato da Bossi all'insegna del federalismo e dell'autonomia, affibbiava alla Lega Nord etichette di ‘eversiva’, ‘sfascista’, ‘anticostituzionale’, addirittura ‘anti-italiana’.

Oggi, invece, pare che il federalismo piaccia anche ai piddini e persino l'autonomia, ma con una precisazione molto tecnica, stile Governo Monti: quella rivendicata da Maroni e Zaia non è una cosa seria, mentre la loro, in salsa emiliana rosso-antica, sarebbe un toccasana, a parole, perché di fatti non se ne vedono”.

Così Gianna Gancia, presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Piemonte, commenta le ultime “proposte” del Pd piemontese sul tema dell’autonomia. 
Mentre nell'Europa più evoluta gli inglesi fanno la Brexit, i catalani chiedono addirittura l'indipendenza e tutti gli altri popoli si prendono le mazzate dei poteri finanziari arroccati a Bruxelles – continua la Gancia -, i nostri governatori delle Regioni rosse si chiudono in un conclave bizantino per partorire le "magnifiche sorti e progressive" dell'autonomia regionale italiana.

Sarebbe interessante, per pura curiosità, sapere quanto è costato in termini di consulenze o semplicemente alle casse dell'Emilia Romagna il giochetto autonomistico approntato dal presidente Bonaccini”.

Nel frattempo, il Gruppo della Lega Nord ha depositato in Consiglio regionale la proposta di legge attuativa dell'istituto del referendum consultivo, presente nello Statuto del Piemonte, in modo tale da poter indire un referendum analogo a quello che sarà celebrato il prossimo 22 ottobre in Lombardia e Veneto.

Quando nel 2019 il Piemonte sarà nuovamente governato dal centro-destra – conclude Gianna Gancia -, sarà questo il nostro primo atto, non solo istituzionale e politico, ma di civiltà”.

 
 

 

 

 

 

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