"Cantoni, Regioni, Comuni, enti territoriali, qualsiasi il nome ad essi 
attribuito, non vivono vita sana e feconda se non hanno entrate proprie, 
autonome, nate e volute e patite dai contribuenti locali in aggiunta e non 
in sostituzione delle imposte statali; né debbono vivere di elemosine 
largite dallo stato."
 
EINAUDI

 

Comunicati

Sostegno all'interrogazione della minoranza braidese sul centro culturale islamico

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Pieno sostegno all'interrogazione della minoranza braidese sul centro culturale islamico in frazione Riva.

Nei giorni scorsi le voci sulla presunta apertura di un centro culturale islamico in frazione Riva, nei locali dell'ex-pizzeria “La tettoia”, hanno allarmato molti residenti del luogo. Da mesi i locali dell'ex-pizzeria erano vuoti e l'immobile era stato messo all'asta.

Giorni fa, alcune persone di origine africana si sono presentate presso i locali vicino alla cappella di S.Lorenzo per lavori di pulizia ed alla domanda di alcuni residenti avrebbero risposto che stavano lavorando all'apertura di un'associazione culturale; tradotto in parole povere un modo per aprire una moschea camuffata da centro culturale islamico.

“Molti residenti in frazione hanno contattato sia il sottoscritto, sia l'ex-consigliere comunale Valter Bergesio – commenta il segretario cittadino Federico Gregorio – e molte persone sono allarmate dalla presunta apertura di un centro culturale islamico che andrebbe a minare la tranquilla vita sociale della frazione. Un posto di ritrovo che era diventato negli anni parte vitale della piccola frazione, rischia ora di diventare un problema sociale per il centro rivese.

Come Lega Nord braidese diamo pieno appoggio all'interrogazione della minoranza braidese; prendiamo atto della risposta del Sindaco, il quale durante il Consiglio comunale ha ribadito l'inesistenza, ad oggi, di alcuna richiesta di variazione da uso commerciale ad altri servizi dei locali in questione. Questo ad oggi, ma visti i tempi, non faremo sicuramente mancare la nostra vigilanza a riguardo. 

 Segreteria Lega Nord Bra

 

STUPRO AL PARCO FLUVIALE: CONTRO QUESTI REATI CASTRAZIONE CHIMICA E PENE CERTE

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La Lega Nord interviene sulla violenza subita a Cuneo da una donna aggredita da un 19enne ivoriano

Nella mattinata di mercoledì 22 luglio scorso, un terribile episodio è accaduto nel Parco Fluviale a Cuneo. Nella zona delle Basse di Stura una donna che stava percorrendo un sentiero in bicicletta, come tanti fanno in questo periodo, è stata aggredita da un 19enne ivoriano, il quale, dopo averla rapinata e picchiata, ha abusato sessualmente di lei.  Un episodio increscioso che ha fatto piombare Cuneo nel terrore, soprattutto per quel che riguarda le donne, che certamente si sentono meno sicure a girare sole in città per paura di essere anch’esse vittime di violenza.

“Gli atti di violenza - commenta Giorgio Maria Bergesio, Segretario Lega Nord della Provincia di Cuneo -  soprattutto nei confronti delle donne, sono sempre più numerosi. La tutela dell’integrità delle persone rappresenta un diritto costituzionale che va preservato attraverso un maggiore presidio del territorio, ma anche attraverso pene certe a livello nazionale. Come suggerito dal nostro Segretario Federale Matteo Salvini una soluzione per contrastare e scongiurare la violenza carnale, potrebbe essere la castrazione chimica per i pedofili e gli stupratori”.

“La castrazione chimica – continua Bergesio - fu sviluppata come misura temporanea preventiva ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale già in diversi stati, inclusi gli Stati Uniti e il Canada, il Regno Unico, la Svezia, la Danimarca e tanti altri paesi ancora. In molti casi sono i violentatori stessi, pentiti, a richiedere tale trattamento. E’ quindi tempo che il Governo Renzi si dia una mossa, adottando provvedimenti similari”.

Per quanto riguarda la realtà della città di Cuneo proseguono Simone Mauro, Segretario cittadino della Lega Nord, e Valter Bongiovanni, Capogruppo in Consiglio Comunale: “Come Lega Nord provvederemo a presentare un’interpellanza in Comune per richiedere quali sono gli interventi che l’amministrazione comunale intenda adottare immediatamente per migliorare la sicurezza in alcune zone della città, ormai troppe volte oggetto di fenomeni di criminalità e non più sicuri per la popolazione”.

 

GIANNA GANCIA ATTACCA SUL PSR: «IL PIEMONTE RISCHIA DI PERDERE I FONDI EUROPEI»

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Interrogazione all’assessore regionale all’agricoltura, Giorgio Ferrero, che fa il punto sul vecchio e il nuovo programma

La Regione Piemontenon ha ancora speso oltre 60 milioni di euro già assegnati dall’Europa per il Piano di sviluppo rurale 2007-2013, una cifra che rischia di andare persa se non troverà collocazione  entro il 31 dicembre di quest’anno.

L’allarme, lanciato la settimana scorsa dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, è stato ripreso dalla presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Piemonte, Gianna Gancia, che ne ha chiesto conto in un’interrogazione all’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero: «Il Piemonte è l’unica delle Regioni del Nord – ha attaccato Gianna Gancia – con ritardi così consistenti nell’impiego dei fondi europei per l’agricoltura. In Lombardia e Veneto al momento restano inutilizzate poco più del 5 per cento delle risorse assegnate, in Piemonte siamo ad oltre il 14 per cento…».

Citando il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, secondo cui “è inaccettabile sprecare risorse che sono destinate a far crescere l’agricoltura e che invece rischiano di andare perse”, Gianna Gancia si è preoccupata nell’interrogazione anche del nuovo Programma di sviluppo rurale, sul quale non esistono certezze né sui tempi di messa in opera, né, in particolare, sull’“insediamento giovani” e sulla tipologia dei fondi previsti.

Nel merito dei dati, l’assessore Ferrero ha precisato che “al 20 luglio risultano ancora da pagare 56,9 milioni di euro di quota FEASR, pari al 12,9% della dotazione complessiva per l’intero periodo 2007-2013”. Una percentuale di avanzamento, rileva l’assessore, “in linea con la media delle Regioni italiane più sviluppate”.

«Al fine di evitare il disimpegno automatico dei fondi – osserva l’assessore -, il 3 giugno 2015 è stata notificata alla Commissione europea una richiesta di modifica del piano di finanziamento del PSR, approvata dal Comitato di sorveglianza, concernente lo spostamento di risorse da misure con minore capacità di spesa principalmente verso le misure 111 - Azioni nel campo della formazione professionale e dell’informazione (6,1 milioni di euro) e 214 - Pagamenti agroambientali (7,7 milioni di euro)».

Dette variazioni del piano di finanziamento e la prosecuzione delle attività amministrative della Regione, degli organismi delegati e dell’Arpea, secondo Ferrero “dovrebbero consentire di ridurre il rischio di disimpegno automatico dei fondi”, fermo restando che “l’erogazione degli anticipi a valere sulla misura 214 potrà essere disposta soltanto dopo il 15 ottobre 2015 in virtù del regolamento della Commissione”.

Quanto al nuovo Psr 2014-2020, il negoziato sulla nuova proposta informale prodotta dalla Regione il 16 luglio proseguirà nei mesi di agosto e settembre in vista di una approvazione formale del Psr nell’autunno 2015.

«La nuova proposta di Psr – rileva Ferrero - include l’attivazione della sottomisura “Aiuti all’avviamento di attività imprenditoriali per i giovani agricoltori” che prevede l’erogazione di aiuti ai giovani agricoltori per l'avviamento di imprese, l’insediamento iniziale e l’adeguamento strutturale delle aziende nella fase successiva all'avviamento, allo scopo di migliorare la competitività delle aziende agricole favorendo il ricambio generazionale mediante l’insediamento iniziale dei giovani agricoltori».

Il livello previsto del sostegno è il seguente:

A) Domanda per insediamento di un solo giovane: 35.000 euro, con le seguenti eventuali maggiorazioni:

-      10.000 euro se l’insediamento non avviene tramite subentro in ambito famigliare;

-      10.000 euro se l’ insediamento avviene in zona di montagna.

B) Domanda per insediamento congiunto di due giovani: 30.000 euro per ciascun giovane, con le seguenti maggiorazioni per ciascun giovane:

-      7.000 euro se l’insediamento non avviene tramite subentro in ambito famigliare;

-      7.000 euro se l’ insediamento avviene in zona di montagna.

C) Domanda per insediamento congiunto di tre o più giovani: 25.000,00 euro per ciascun giovane, con le seguenti maggiorazioni per ciascun giovane:

-      5.000 euro se l’insediamento non avviene tramite subentro in ambito famigliare;

-      5.000 euro se l’ insediamento avviene in zona di montagna

e con un totale massimo di 150.000 euro tra tutti i giovani insedianti.

 

Chiusa di Pesio: il Sindaco lancia una petizione per segnalare al Prefetto la contrarietà della popolazione all'arrivo di nuovi "profughi".

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Il Giornale e La Stampa 21 luglio 2015 - Chiusa di Pesio: il Sindaco lancia una petizione per segnalare al Prefetto la contrarietà della popolazione all'arrivo di nuovi "profughi". Il consigliere locale e vice Segretario Provinciale della Lega Nord Simone Mauro: "Non possiamo che appoggiare totalmente l'iniziativa lanciata dal Sindaco, dobbiamo ribellarci all'arrivo di nuovi clandestini come comunità intera".

 

In Regione Gianna Gancia occupa lo scranno del presidente Sergio Chiamparino

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(fonte: TargatoCN) Visibilmente imbarazzato, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha provato a prenderla in braccio per stemperare la tensione e riappropriarsi della poltrona, ma Gianna Gancia, tutt’altro che in vena di scherzi, è rimasta ferma ad occupare lo scranno del presidente della Regione.

In apertura di seduta, la prima dopo la sentenza del Tar che ha “salvato” Chiamparino dalla gogna delle firme false a sostegno delle sue liste, la presidente della Lega Nord in Consiglio regionale non ha esitato a sedersi al posto del presidente della Regione, seguita dai consiglieri Alessandro Benvenuto (Lega Nord) e Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) che hanno occupato il banco della Giunta. Un gesto simbolico, quanto determinato, per protestare contro la sentenza del Tribunale amministrativo e “restituire” alla Lega Nord la presidenza scippatale un anno fa a colpi di atti giudiziari dallo stesso Tar, che ha invece assolto Chiamparino da analoghe - e, secondo la Gancia, ben più gravi, in quanto riferite alle sue liste -accuse.

Per sbloccare la situazione, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, ha sospeso la seduta e chiesto l’intervento dei messi per accompagnare la presidente leghista al suo posto.

"Quanto sta capitando in questa Regione ha del grottesco – ha commentato Gianna Gancia -, ci sono differenze di trattamento non solo giuridico, ma anche mediatico che fanno comprendere come la fiducia in questo paese sia stata seppellita da una sinistra che si è appropriata completamente di uno dei settori cardini della democrazia di questo paese. Mi domando come possa un cittadino essere sereno in un paese in cui non esistono regole uguali per tutti".

Gianna Gancia ha voluto in questo modo sottolineare anche la gravità del gesto del Capo dello Stato Sergio Mattarella, smentito con troppo ritardo, guarda caso, dalla stessa Presidenza della Repubblica, in cui si plaudiva all'esito del Tar.

"Se Chiamparino è coerente con quanto ha continuato a ribadire – dice la presidente leghista -, deve immediatamente dimettersi per liberare il Piemonte dalla palude dell’immobilismo".

 

 

 

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