Gancia e Blengini a Villanova Mondovì: “Presto un cronoprogramma per la realizzazione della rotatoria di Madonna del Pasco”

Visita a Villanova Mondovì, venerdì 11 maggio, per la presidente della Provincia Gianna Gancia che, accompagnata dall’assessore al Turismo Pietro Blengini, ha incontrato una rappresentanza dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giuseppe Boasso. In primo piano la viabilità provinciale e comunale.
“La Provincia – hanno spiegato Gancia e Blengini – vive di finanza derivata ed è al lavoro, da mesi, per operare la necessaria riduzione del debito dell’ente. Una situazione che ci ha costretti ad operare una scelta tra le opere prioritarie da eseguire. Senza contare le emergenze affrontate, derivanti dal maltempo dei mesi scorsi e dai cedimenti stradali riguardanti, per il Monregalese, la viabilità di San Michele Mondovì, oltre a vaste aree di Langa e Roero. Una volta definito il bilancio, c’è però l’impegno a mettere in programmazione l’esecuzione della rotonda di frazione Madonna del Pasco, già progettata. A breve faremo avere al Comune un cronoprogramma riguardante l’avvio e l’avanzamento dei lavori”.
La rotatoria si troverà sulla provinciale 243, davanti al santuario e nei pressi delle scuole materna ed elementare frazionali. Duplice lo scopo dell’opera: mitigare la velocità di percorrenza sulla provinciale e permettere un più agevole deflusso dei veicoli provenienti da strada Boetti Pasco e da via dei Castellini.
Per la prevista rotatoria tra le provinciali 564 Mondovì-Pianfei e la 243 per Villanova, “Abbiamo ottenuto dalla Regione – hanno spiegato Gancia e Blengini – di poter utilizzare le economie derivanti dai ribassi d’asta per l’esecuzione della tangenziale. I fondi serviranno a finanziare l’intervento limitando, così, l’elevato rischio di incidentalità dell’incrocio”.
Numerosi i temi affrontati, l’invaso di Serra degli Ulivi, opportunità turistiche dell’area, sviluppo economico e commerciale e politiche sociali. In materia di sicurezza stradale è stata evidenziata la pericolosità di una serie di tratti, quali: incrocio tra provinciale 37 e 243 e la comunale via XX Settembre; intersezione tra la provinciale 37 con la comunale via Cavour, via Pracarbone e piazza Rimembranza; incrocio tra la provinciale 5 con via Divisione Cuneense, via Eula e via Giardini caratterizzato dal notevole afflusso di mezzi pesanti diretti alle cave e di pedoni verso il centro cittadino; richiesta di rifacimento della provinciale 37 in via Frabosa: 500 metri di carreggiata caratterizzati da uno stato di usura che ne accresce la pericolosità per gli utenti.
“Ho avuto modo di apprezzare – ha concluso Gancia – un paese giovane, in forte espansio demografica. Apprezzabile, in particolare, l’attenzione riservata ai servizi e al sociale, con scuole pubbliche e private, case di riposo all’avanguardia e una serie di progetti che guardano ai giovani ed al sociale”.
La visita si è conclusa con un sopralluogo per verificare le criticità della viabilità locale.
“L’amministrazione comunale – ha detto il sindaco Boasso – ringrazia la Provincia per l’incontro che testimonia l’impegno a fianco degli enti locali, da sempre in prima linea nel fornire concrete risposte ai propri cittadini”.
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La presidente Gancia riceve Confcommercio: “Condivido la vostra battaglia contro statalismo e centralismo. Le imprese hanno problemi concreti, servono subito interventi efficaci” La presidente della Provincia Gianna Gancia e il vice presidente Giuseppe Rossetto hanno incontrato, venerdì 11 maggio, una delegazione di Confcommercio composta dal vice presidente Luigi Isoardi, dal direttore provinciale Giorgio Ferrua e da rappresentanti delle Ascom di Alba (Duilio Scavino), Ceva (Renato Scapinello), Dogliani (Luigi Musso), Fossano (Giancarlo Fruttero), Saluzzo (Alberto Anello), Savigliano (Pietro Rubiolo). Presenti anche, tra gli altri, il presidente dell’Associazione albergatori Pierino Sassone ed il presidente onorario Andreino Durando, oltre alla presidente del Terziario Donna Aurelia della Torre.
Al centro dell’incontro la mobilitazione promossa da Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia Granda per richiamare l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali sul grave stato di crisi in cui da tempo versano le imprese del commercio, del turismo e dei servizi.
“Condivido – ha dichiarato il presidente Gancia – questa battaglia che sento mi appartiene per esperienza personale e desidero assicurare il mio pieno supporto. Le imprese hanno problematiche concrete, servono iniziative efficaci ed immediate. Per questo è in preparazione un incontro con gli organi preposti ai controlli ed istituti bancari per segnalare le gravi difficoltà vissute dal commercio locale. Abbiamo poi un diffuso problema di illegalità, costituito da un elevato numero di imprese che repentinamente aprono e chiudono, con frequenti fenomeni di evasione fiscale ed una conseguente concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti: per questo serve un coordinamento con le forze dell’ordine del terriorio”.
Sotto i riflettori i dati riguardanti la crescente mortalità delle aziende, l’accelerazione dell’andamento negativo del fatturato registrato nei primi mesi del 2012 e l’ulteriore riduzione dei consumi prevista per il 2013. Ma anche le ricadute fiscali dei provvedimenti recentemente assunti a livello centrale, quali la deregolamentazione degli orari, l’aumento di Iva ed accise sui carburanti, l’appesantimento della tassa rifiuti unita all’incertezza dell’operatività del sistema di tracciabilità Sistri, l’aggravio delle aliquote previdenziali, l’introduzione di Imu ed imposta di soggiorno, la riforma del mercato del lavoro e il crescente abusivismo.
Ancora Gancia: “Siamo alle prese con una situazione complessa che richiede provvedimenti immediati e concreti: dobbiamo spendere di meno e meglio. La Provincia di Cuneo, ad inizio mandato, contava 191 milioni e 600 mila euro di debito, oltre a 15 milioni fuori bilancio. Abbiamo eliminato i fuori bilancio e ridotto l’esposizione debitoria, come dimostra una proiezione a fine mandato pari a 153 milioni. I dipendenti sono passati da 860 a 700. Si è trattato di un impegno costante e determinato, basato sull’esempio e mirato a modificare abitudini e costumi”.
“Posso personalmente testimoniare – ha dichiarato
Amministrative: a Cuneo la Lega Nord unica alternativa credibile di centrodestraNel Capoluogo quasi raddoppiato il consenso rispetto alle Amministrative del 2007. Risultati positivi anche a Borgo San Dalmazzo, Mondovì e Barge
Nelle Amministrative del Capoluogo di Provincia il Candidato Sindaco del Carroccio Claudio Sacchetto, con una percentuale pari al 9,76%, ha quasi raddoppiato il risultato ottenuto 5 anni fa, nel 2007 (5,21%). Analizzando inoltre i consensi ottenuti singolarmente da ogni lista in corsa, la Lega Nord si trova nella parte alta della graduatoria. Nella vicina Borgo San Dalmazzo, Comune presso il quale erano in 5 in corsa per il governo della città, il Candidato Piermario Giordano, Consigliere Provinciale in quota Lega Nord, si è piazzato secondo nella corsa all’Amministrazione del Comune. A Mondovì il Carroccio, a sostegno del candidato Viglione, non solo ha tenuto, ma anche incrementato il consenso attestandosi al 7,10%. Inoltre risultato netto a Barge, Comune presso il quale il candidato Sindaco Luca Colombatto, la cui lista era appoggiata dal Governatore del Piemonte Roberto Cota e dalla Presidente della Provincia Gianna Gancia, si è imposto con una percentuale pari al 56,28%. Il più votato della lista è stato Ivo Beccaria, membro del Direttivo Provinciale Lega Nord, il quale ha ottenuto 530 preferenze. Stefano Isaia, Segretario Provinciale Lega Nord: “Il risultato nel suo complesso è soddisfacente, con situazioni particolarmente positive in alcune realtà. Nel Capoluogo, con il Candidato Sindaco Claudio Sacchetto, la percentuale è quasi raddoppiata, a Barge Colombatto ha vinto nettamente al primo turno. Il clima rovente di queste settimane evidentemente non ha distratto i cittadini da quello che di buono ha fatto la Lega in questi anni sul territorio”. Claudio Sacchetto, candidato Sindaco di Cuneo Lega Nord: “Il risultato di Cuneo, tenuto conto anche del contesto politico che ha caratterizzato il periodo di campagna elettorale, è da considerare buono. Abbiamo realizzato il miglior risultato Lega Nord del Piemonte, e uno tra i migliori fra i Capoluoghi del Nord. Inoltre, in città, la Lega si classifica nella parte alta della graduatoria, tra i primi partiti. Il risultato di Cuneo ha dimostrato come il Carroccio rappresenti per l’elettorato del Capoluogo l’unica alternativa credibile di centrodestra”. Referendum sulla caccia in Piemonte: niente urne e risparmio di 20 milioni di euro
La legge che il comitato promotore voleva modificare con il voto, é stata abrogata
Cuneo Il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza giovedì 3 maggio un emendamento che prevede l’abrogazione della Legge regionale 70/1996 e il conseguente decadimento del referendum sulla caccia del 3 giugno, facendo risparmiare alla Regione oltre 20 milioni di euro. L’emendamento è stato presentato dall’assessore regionale alla Caccia, Claudio Sacchetto e la legge che il comitato promotore voleva modificare con il voto é stata, quindi, abrogata. Entrerà automaticamente in vigore quella nazionale. Positiva la reazione dell’assessore provinciale alla Caccia, Stefano Isaia: “Si tratta di una decisione di buon senso che approvo e apprezzo almeno per tre motivi. Il primo riguarda senza dubbio il notevole risparmio di soldi (oltre 20 milioni di euro) che ne deriverà, un atto di grande responsabilità in un momento come questo di crisi economica in cui mancano i fondi per ambiti ben più importanti, come la sanità e il sociale. In secondo luogo, i piemontesi non possono andare a votare ora, dopo 25 anni dalla petizione che ha rappresentato un lungo e tortuoso percorso fatto di burocrazia e di battaglie. Infine, ritengo che i cacciatori abbiano un ruolo importante per la tutela dell’ambiente e della natura, in qualità di sentinelle dell’equilibro ambientale. Ringrazio in modo particolare il presidente Roberto Cota e l’assessore Sacchetto per il buon senso adottato, cosa che avviene in modo sempre più raro”.Caccia: il referendum non si farà, risparmiati oltre 20 milioni di euro. Si lavorerà per una legge venatoria moderna
Una soluzione di buonsenso che pone fine a 25 anni di burocrazia e battaglie, un’alternativa valida per evitare di spendere oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici (cifra necessaria per effettuare il referendum), somma che potrà essere dirottata sul settore sociale. Questo pomeriggio il ConsiglioRegionaleha votato a maggioranzaun apposito emendamento presentato dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca,Claudio Sacchetto,documento che prevede l’abrogazione della Legge regionale 70/1996e il conseguente decadimento della consulta referendaria. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto,si dice soddisfatto del risultato ottenuto per differenti motivazioni: “Innanzitutto per un risparmio di oltre 20 milioni di euro in un periodo economicamente delicatissimo, risorse che potranno essere destinate al settore sociale. In secondo luogo perchè dopo 16 anni dall’approvazione, la Legge Regionale 1996 non è più adeguata ai cambiamenti nel frattempo intercorsi: mutamento delle condizioni in cui si esercita la caccia, cambiamento della fauna, del territorio e delle attività condotte sullo stesso. È necessaria e indispensabile una legge nuova, moderna, che da un lato concepisca la caccia in tutte le sue sfumature (obiettivi, potenzialità, funzionalità per il territorio) e dall’altra allinei la normativa piemontese a quella delle Regioni confinanti, realtà ancora molto lontane dalla nostra. I cacciatori non devono in alcun modo essere additati quale pericolo da contenere, al contrario sono persone per bene, onesti cittadini che possono essere importante risorsa per il territoriosvolgendo la loro preziosa attività nel solco delle norme previste dall’Unione Europea e dallo Stato.” In merito alla sovraesposizione mediatica della tematica venatoria sui principali organi di informazione, l’Assessore aggiunge: “In questi anni, con particolare intensità negli ultimi mesi, sono state diffuse informazioni errate e accuse false, volontariamente distorte. L’abrogazione della legge 70/96 è stata
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I risultati emersi dalle urne in data odierna, tornata elettorale che ha visto coinvolti molti Comuni Cuneesi nel ricambio e nel rinnovo dell’Amministrazione cittadina, si traducono in un buon segnale per le liste della Lega Nord scese in campo.
Cuneo Il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza giovedì 3 maggio un emendamento che prevede l’abrogazione della Legge regionale 70/1996 e il conseguente decadimento del referendum sulla caccia del 3 giugno, facendo risparmiare alla Regione oltre 20 milioni di euro. L’emendamento è stato presentato dall’assessore regionale alla Caccia, Claudio Sacchetto e la legge che il comitato promotore voleva modificare con il voto é stata, quindi, abrogata. Entrerà automaticamente in vigore quella nazionale. Positiva la reazione dell’assessore provinciale alla Caccia, Stefano Isaia: “Si tratta di una decisione di buon senso che approvo e apprezzo almeno per tre motivi. Il primo riguarda senza dubbio il notevole risparmio di soldi (oltre 20 milioni di euro) che ne deriverà, un atto di grande responsabilità in un momento come questo di crisi economica in cui mancano i fondi per ambiti ben più importanti, come la sanità e il sociale. In secondo luogo, i piemontesi non possono andare a votare ora, dopo 25 anni dalla petizione che ha rappresentato un lungo e tortuoso percorso fatto di burocrazia e di battaglie. Infine, ritengo che i cacciatori abbiano un ruolo importante per la tutela dell’ambiente e della natura, in qualità di sentinelle dell’equilibro ambientale. Ringrazio in modo particolare il presidente Roberto Cota e l’assessore Sacchetto per il buon senso adottato, cosa che avviene in modo sempre più raro”.
Claudio Sacchetto: “Dal mese di gennaio ho lavorato per trovare una soluzione che permettesse di risparmiare oltre 20 milioni di euro. Questo primo obiettivo è stato raggiunto, le risorse saranno destinate al sociale, adesso lavoreremo per una legge venatoria moderna”


